Scoprire gli oleodotti

oleodottoUn oleodotto è un impianto di trasporto in condotta di petrolio grezzo o di prodotti derivati liquidi. L’oleodotto è costituito da una tubazione in acciaio, a elementi saldati, del diametro variabile sino a 800 mm. e oltre; le pressioni di esercizio sono generalmente intorno alle 60-70 atmosfere. All’inizio degli oleodotti ed intervallate secondo le necessità, sono sistemate le cosiddette stazioni di pompaggio con pompe centrifughe o alternative a grande pressione (fino ad 80 atmosfere) con una potenzialità che può raggiungere le 4000 tonnellate/24 ore, ciascuna.

Caratteristiche e tipologie di oleodotti

Per gli oleodotti di lunghezze non superiori a 150 km., la stazione di pompaggio è generalmente una sola; soltanto nel caso in cui si debbano superare delle pendenze piuttosto impegnative o si voglia aumentare la portata dell’oleodotto si ricorre all’istallazione di stazioni intermedie di pompaggio; tutto naturalmente dipende dal calcolo e da considerazioni puramente economiche. Gli oleodotti vengono generalmente stesi in superficie specie nei paesi caldi, oppure interrati per tratti più o meno lunghi ad una profondità di 1-2 m. oppure sommersi. Essi sono rivestiti con fasce bituminose per proteggerli dagli agenti corrosivi che possono essere rappresentati sia dall’atmosfera sia dal terreno.

Particolare importanza riveste anzi lo studio della natura del terreno nel quale l’oleodotto verrà interrato perchè l’azione corrosiva è specificamente dovuta o al terreno o alle correnti vaganti in esso presenti, correnti vaganti generate da tramvie o ferrovie elettrificate esistenti nella zona. I fenomeni corrosivi sono dovuti al crearsi fra due zone del tubo più o meno vicine, tramite il terreno, di una cella elettrolitica nella quale una delle zone anodiche cede all’elettrolita (terreno) ioni positivi ferrosi che si scaricano su un’altra zona catodica, si ha quindi in tal modo asportazione di ioni ferrosi da una zona del tubo con sensibili diminuzioni dello spessore nel tempo generando così zone di fragilità. Applicando un generatore di corrente continua con l’estremo positivo collegato a terra (anodo) e con il negativo collegato alla tubazione (catodo), si rende ogni zona di questo «catodica» cioè di entrata della corrente nel terreno. La differenza di potenziale tubo-terreno (negativa) ha valore massimo in corrispondenza all’attacco del cavo proveniente dal generatore e diminuisci sino ad annullare la corrente fluente nella condotta in un punto com. preso fra due generatori.

Questo sistema di protezione si chiama «protezione catodica» ed è oggi universalmente adottato per la salvaguardia degli oleodotti. Questi dispostivi di protezione vengono in genere applicati ogni 25 km.

Un oleodotto in definitiva parte da un deposito costiero i cui serbatoi fungono da ricezione del grezzo o prodotto petrolifero pompati dalle navi; quest depositi possono trovarsi o sulla costa o nell’immediato retroterra ad una distanza in genere non superiore ai km. 5. Dai serbatoi le pompe a grande portata dianzi accennate aspirano e premono il liquido nell’oleodotto, al termine del quale esso fluirà in altri serbatoi di sboccaggio.

Com’è fatto un oleodotto?

L’oleodotto è generalmente diviso in diversi tronchi dai 20 ai 30 km. ciascuno; una valvola del diametro uguale a quello delle tubazioni divide idealmente i vari tronchi; da un lato e dall’altro della valvola principale vi sono due piccole derivazioni terminanti ciascuna con una valvola. Durante l’esercizio queste due valvole sono chiuse, mentre sono aperte le grandi valvole principali.

Nel caso in cui si presentasse una perdita in una qualsiasi zona dell’oleodotto esso verrà isolato chiudendo alle due estremità le valvole principali. Installando poi una pompa portatile, mediante l’ausilio delle due derivazioni laterali si potrà trasferire il liquido da una sezione all’altra vuotando così quella in cui si è manifestata la perdita e permettendone i lavori di riparazione o l’eventuale sostituzione del tronco. Questi e altri sistemi di sicurezza sono rigorosamente adottati per garantire l’incolumità dell’impianto e delle zone adiacenti. Collegamenti radio fra le stazioni, automezzi, aerei ed elicotteri ne assicurano la vigilanza. La pulizia interna dell’oleodotto, viene effettuata senza interrompere la fornitura del liquido usando un particolare dispositivo, detto scovolo, che sotto la spinta del liquido stesso percorre l’oleodotto; tale dispositivo viene usato anche per il lavaggio che deve essere effettuato quando si voglia cambiare il liquido da trasportare.

Gli oleodotti nel mondo

Negli U.S.A. e nel Canada gli O. sono largamente impiegati per trasportare non solo oli grezzi, ma anche prodotti finiti. Tale sistema di trasporto è infatti molto più economico dei comuni trasporti terrestri e permette di evitare talvolta lunghi percorsi via mare. Il primo oleodotto fu costruito in Pennsylvania nel 1865. Era costituito da un tubo del diametro di 5 cm., della lunghezza di 8 km. e trasportava 100 tonnellate/giorno di grezzo. Con il continuo progresso di mezzi meccanici e quindi con la sempre maggior richiesta di prodotti combustibili si è resa più che mai indispensabile la costruzione di una vera e propria rete di oleodotti che nelle varie parti del mondo portano il petrolio grezzo sia direttamente alle raffinerie, ma più spesso ai porti di carico e scarico delle petroliere. Gli oleodotti esistenti tutt’oggi nel mondo hanno uno sviluppo complessivo di oltre km. 350.000; di cui la maggior parte (circa 300.000) negli U.S.A. dove costituiscono un vero e proprio servizio pubblico e dove si snodano per centinaia e centinaia di km. sino a raggiungere anche i 1500 km. In Europa, l’oleodotto, che attraverso il Caucaso congiunge Baku con Batum raggiunge i 900 km. mentre le due tubazioni che portano il petrolio dell’Irak a Tripoli di Siria ed a Haifa sul Mediterraneo raggiungono una lunghezza di ben 2000 km. Attualmente uno dei maggiori oleodotti è quello che trasporta grezzo dall’Arabia Saudita al Mediterraneo lungo circa 1800 km., del diametro di 75 cm. e che può trasportare circa 100.000 tonnellate/giorno.

Add a Comment