Preventivo del notaio a Milano: breve guida alla lettura delle voci di spesa

Se vi state accingendo a comprare casa nel capoluogo lombardo, vi sarete posti il problema di chiedere il preventivo del notaio a Milano e, una volta ricevuto, di come leggerlo per comprendere bene cosa state pagando e perché. Anche se lo sguardo tende inevitabilmente a cadere sulla cifra posta in fondo al preventivo stesso, che senza ulteriori indicazioni e approfondimenti potrebbe anche sembrare esoso, sarebbe infatti buona cosa comprendere il perché stiamo pagando quella che ci sembra una cifra molto alta e se ci sono margini di risparmio.

Affrontiamo subito questo secondo aspetto: ho chiesto il preventivo di un notaio a Milano, ma ritengo vi sia la possibilità di ottenere un prezzo migliore. È possibile? La risposta è genericamente affermativa: nel 2012 sono infatti state abrogate le tariffe notarili che, se limitavano nei tetti massimi i servizi del notaio, riducevano anche i margini d’azione verso il basso, quindi a favore del consumatore. Giudicate irregolari in quanto andavano contro il principio di libera concorrenza in cui anche i notai, seppur pubblici ufficiali, devono operare, le tariffe notarili sono così state abolite aprendo di nuovo il mercato a una maggior mobilità anche sul piano delle tariffe. Grande feste e prezzi stracciati allora? La risposta è no per diversi motivi. Il primo, fondamentale, è che il notaio è un sostituto d’imposta: questo significa che si occupa di riscuotere una sere di tasse e imposte per conto dello Stato, ma non si tratta di soldi che rimarranno nelle sue tasche, bensì saranno regolarmente versati. Il secondo è che vi sono una serie di spese che il notaio dovrà sostenere per effettuare le necessarie verifiche e pratiche e per registrare il nostro atto: anche in questo caso, il suo margine di scelta è nullo. Il terzo è che il compito del notaio è delicato, in quanto è garante della legalità e regolarità di quanto stiamo facendo: è qui che interviene la voce relativa al suo onorario, su cui vi è sì un margine di trattativa, ma che dovrebbe essere sempre secondario rispetto alla valutazione del servizio che viene offerto.

Ho ricevuto il preventivo di un notaio a Milano per un rogito prima casa: cosa contiene?

Mettiamo di aver chiesto il preventivo di un notaio a Milano per effettuare il rogito di una prima casa, per la quale lo Stato prevede una tassazione agevolata. Anche in questo caso dovremo comunque versare al notaio, che poi si occuperà di versare a sua volta allo Stato, l’imposta di registro, l’imposta ipotecaria, l’imposta catastale, la tassa ipotecaria e l’imposta di bollo, oltre all’IVA che per la prima casa è ridotta al 4%. Tutte queste spese sono fisse e rivestono una parte importante del preventivo notarile. Una seconda fetta abbondante è rivestita dalle spese di visura e dalla tassa d’archivio. Le spese di visura sono quelle necessarie a verificare che l’immobile per il quale richiediamo il rogito non abbia vincoli di varia natura (pignoramenti, ipoteche o altro), che il proprietario abbia effettivamente la piena proprietà del bene e ne possa disporre pienamente, senza che su di esso insistano diritti di terzi e che non vi siano parti abusive dello stesso. Le spese d’archivio sono quelle relative alla tassa che il notaio deve versare agli archivi notarili che si occupano di tenere in memoria tutti gli atti notarili.

Solo ora, nel preventivo che abbiamo ricevuto dal nostro notaio di Milano, giungiamo al punto cruciale dell’onorario: ci accorgeremo che ormai i giochi sono in gran parte fatti e che, tutto considerato, forse quanto paghiamo allo studio notarile non è poi così tanto, specialmente in relazione alla delicatezza del compito affidatogli e alla funzione di tutela nei nostri confronti svolta da questo professionista.

 

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