Prefabbricazione edilizia: cosa sapere

La prefabbricazione ediliziaLa prefabbricazione rappresenta un procedimento che consiste sostanzialmente nella preparazione fuori opera (cioè in sede diversa da quella definitiva), degli elementi costituenti una costruzione: nella pratica corrente il termine prefabbricazione indica poi il ciclo completo comprendente, oltre alla prefabbricazione vera e propria, anche il trasporto degli elementi ed il loro montaggio o assemblaggio in opera.

La prefabbricazione nelle costruzioni edili

La prefabbricazione è uno dei mezzi tecnici di maggiore importanza per l’industrializzazione dell’edilizia, in quanto riduce al minimo il lavoro necessario sul cantiere dove sorge la costruzione, trasferendo gran parte delle operazioni in sede diversa e non condizionata ai fattori atmosferici, anzi attrezzata per una produzione celere e normalizzata di elementi auto-finiti e pronti per il montaggio.

Lo sviluppo dei sistemi di prefabbricazione nell’edilizia è relativamente recente, sebbene il concetto risalga ad epoche più remote. Più volte ed in diversi Paesi infatti sono stati compiuti in passato tentativi di sganciare l’edilizia dagli schemi tradizionali e sorpassati che la caratterizzavano, ma questi tentativi non ebbero mai seguito perchè delineatisi troppo presto, cioè in periodi nei quali non erano disponibili mezzi tecnici idonei nè mentalità preparate a radicali innovazioni nel campo specifico, nè soprattutto erano presenti quei fattori economico-sociali che ne fecero più tardi maturare lo sviluppo. Le massicce distruzioni provocate dalla 2° guerra mondiale e le conseguenti necessità improrogabili diedero un primo grande impulso ai sistemi prefabbricativi che furono brevettati ed impiegati in gran numero soprattutto in Francia, dove l’esperienza nelle applicazioni del cemento armato era più profonda che altrove e dove la crisi della mano d’opera si manifestò immediatamente dopo la guerra, in Scandinavia ed in Unione Sovietica, dove i primi esperimenti di prefabbricazione risalivano al 1927.

Ma solo in un secondo tempo, con l’avvento di nuove generazioni più numerose e maggiormente esigenti, con il progresso sociale che fece sentire in ogni paese la necessità di una abitazione decorosa accessibile economicamente per tutti e con il progressivo spostamento della mano d’opera verso altri settori dell’industria, più o meno tutte le nazioni si sono orientate verso i sistemi di prefabbricazione, spesso adottando i brevetti dei Paesi già più progrediti nel settore, per la urgenza del problema che imponeva di risparmiare i ritardi di una messa a punto indipendente. La tipologia degli elementi prefabbricati è vastissima; pur potendosi comprendere nel concetto di prefabbricazione le strutture di acciaio ad elementi prefabbricati, la cui tecnica è stata messa a punto già da diversi decenni, le pareti perimetrali a pannelli metallici che rivestono un interesse qualitativamente limitato ad alcune categorie di edifici, le costruzioni in legno e certe recentissime applicazioni nel campo delle materie plastiche, gli esempi più significativi e grandiosi di prefabbricazione appartengono al campo del cemento armato.

Alcuni elementi semplici sono impiegati già da tempo, come elemento di solaio in laterizio e cemento, pali centrifugati per fondazioni e linee aeree, tubi di cemento per condotte e tanti altri piccoli manufatti utilizzati in tutti i campi delle costruzioni. Diffusissimi sono ormai anche i prefabbricati per edifici industriali, di svariatissime forme e dimensioni soprattutto per le coperture. Con l’accoppiamento alla P. delle tecniche di precompressione sono divenute conseguibili varie applicazioni imponenti, come travi da ponte e da copertura di qualche decina di metri, tronchi di condotte forzate di parecchi metri di diametro, sistemi di coperture particolari ad elementi imposti.

Ma il maggior interesse della prefabbricazione è nelle sue applicazioni all’edilizia abitativa, per la complessità, la molteplicità e l’importanza dei fattori sociali economici formali a questa connessi. Oggi i sistemi più diffusi sono del tipo cosiddetto pesante, a grandi elementi, che bene si adattano alla realizzazione di grandi complessi edilizi urbani o suburbani, prevalsi per ragioni di ordine economico. Ma le caratteristiche di questi sistemi, come il peso elevato degli elementi, che limita il raggio di trasporto e richiede speciali attrezzature di sollevamento, e la grande dimensione, che condiziona eccessivamente le possibilità distributive e formali, costituiscono una limitazione notevole: inoltre essi sono sistemi chiusi, in quanto non è possibile la intercambiabilità degli elementi prodotti dai diversi sistemi, come sarebbe necessario in una tipica industria di montaggio come l’edilizia.

Per queste ragioni le ricerche nel campo della prefabbricazione sono orientate verso lo studio e lo sviluppo dei sistemi aperti, cioè di elevata componibilità ed intercambiabilità, qualità controllabile e soprattutto mole sufficientemente ridotta per la fabbricazione in grande serie con facilità di trasporto e sollevamento, e nello stesso tempo abbastanza grande per una posa in opera rapida ed economica. Oggi la prefabbricazione edilizia sta conoscendo un vero e proprio boom economico grazie alla diffusione su larga scala delle case prefabbricate in legno che – se in passato – erano viste come abitazioni povere, oggi diventano un vero e proprio lusso, sia per i cittadini che per l’ambiente in cui sono collocate.

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