Pesca illegale: arriva il GPS Global Fishing Watch

Secondo un rapporto dell’Onu del 2014, più del 90% delle aree di pesca del mondo sono sottoposte a un prelievo eccessivo, che sta distruggendo l’ecosistema marino. Per porre un freno al tragico impoverimento della fauna ittica è nato Global Fishing Watch, una piattaforma tecnologica che non solo offre alle autorità uno strumento per individuare i pescatori di frodo, ma che può anche trasformare tutti noi in guardiani del mare attivi contro la pesca illegale.

Il sistema, che entrerà in funzione nei prossimi mesi, è stato realizzato utilizzando le forze di Sky Truth, l’agenzia no profit che si occupa di raccogliere dati sugli effetti dell’inquinamento, la Ong spagnola Oceania, che si occupa di tutelare i mari, e Google che ha messo a disposizione il suo sistema di geolocalizzazione.

Collegandosi al sito globalfishingwatch.org si ha accesso a un planisfero costellato di puntini luminosi che rappresentano tutte le barche da pesca attive nel mondo in tempo reale; di loro si potrà vedere posizione e torta, identificando facilmente quelle che violano i confini delle zone protette (segnalate sulla mappa) e che navigano e pescano in mari in cui non dovrebbero e la cui attività illegale diventa così del tutto evidente e denunciabile.

Per creare questa rete di controllo il Global fishing watch eaccoglie i dati satellitari Ais, una specie di GPS presente su tratte le imbarcazioni di più di trecento tonnellate, pensato per evitare le collisioni in mare aperto, e che rilevam, oltre alla posizione, anche rotta e velocità di ogni barca. Tolti i dati in arrivo da navi da crociera, mercantili, barche private e altro, Global Fishing Watch lascia visibili ed indentificabili sulla mappa solo quelle da pesca, delle quali è in grado di rilevare anche se stanno facendo attività di pesca e da quante ore. Fino ad ora tutto quello che avveniva in mare aperto restava sostanzialmente invisibile. Ora invece anche i media, il pubblico e le autorità avranno accesso in tempo reale a cosa succede in mare, diventando parte attiva del miglioramento della gestione sostenibile della pesca in tutto il mondo. Un vantaggio per tutti, anche per i pescatori onesti, che potranno mostrare che stanno rispettando la legge, e per i ricercatori che avranno accesso ai dati pluriennali di tutte le attività di pesca tracciabili e che dunque potranno leggere quali aree del mare sono state più sfruttate e hanno bisogno di essere ripopolate.

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