Passare al fotovoltaico: benefici e motivazioni politiche

Le considerazioni che si fanno spesso in merito all’installazione di un impianto fotovoltaico in casa sono due tipi. Una riguarda il risparmio energetico proprio, la bolletta. Effettivamente un impianto fotovoltaico solare consente di gestire tutto il riscaldamento e il condizionamento in proprio, ottenendo un risultato efficiente che non genera sprechi. In casa si dispone di una piccola centrale elettrica in grado di commutare l’illuminamento solare in energia. Grazie al sistema con accumulo è possibile ottenere una riserva per utilizzare in seguito quanto accumulato durante i periodi di massima illuminazione; tutto il surplus può essere rivenduto al gestore dell’energia, ricavando immediatamente un guadagno. Naturalmente si spende: ma molto meno di quanto si fa acquistando tutta la corrente dal gestore, come accade di norma.

Il fotovoltaico riduce l’inquinamento

Un secondo motivo per la scelta del fotovoltaico è civico e riguarda gli effetti ambientali. Avere una coscienza verde non è obbligatorio, ma i cittadini dovrebbero sapere che le loro scelte individuali hanno conseguenze su quelle collettive. L’impatto ambientale dell’uso indiscriminato delle fonti di energia fossili (carbone, gas, petrolio) non sono circoscrivigli al luogo in cui le consumiamo. E non dipende solo dal fatto che – per esempio – usiamo l’auto in movimento nel raggio del nostro comune di residenza. I venti e le condizioni atmosferiche spingono l’inquinamento in aree più vaste; ma c’è di più. L’effetto economico dell’inquinamento si traduce in sovrattasse di cui potremmo tranquillamente fare a meno. Se usassimo meno energie fossili avremmo inoltre un minor carico di spese sanitarie, lo stato spenderebbe molto meno per l’assistenza sanitaria, riducendo il deficit, che è la causa principale dell’alto carico fiscale.

energie-rinnovabiliVa anche aggiunto che il consumo attuale di petrolio e gas è dovuto in massima parte ad economie che hanno raggiunto il picco di crescita e di espansione, nonché da società che hanno raggiunto livelli auspicabili di benessere. I paesi occidentali devono la loro ricchezza allo sfruttamento delle materie prime, in lungo e in largo, su gran parte del pianeta. Essi sono dominanti anche a livello politico e militare e hanno per decenni imposto delle scelte a paesi che ora non accettano più queste condizioni. Tra i paesi che aspirano a un livello di vita occidentale ci sono India e Cina, tra i principali consumatori di idrocarburi. I loro livelli di consumo per capite non sono minimamente paragonabili a quelli degli Stati Uniti, se ne deduce che col passare del tempo, essi domanderanno più petrolio e più gas, immettendo più inquinamento nell’atmosfera. Inoltre le riserve diminuiranno e non è escluso che questa mancata disponibilità dia luogo a sconvolgimenti politici che avranno certamente un costo. In Italia, la dipendenza dall’estero costringe il paese a scelte che potrebbero avere un costo non facilmente calcolabile. Ad esempio, recentemente l’unico governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, ha chiesto ufficialmente all’Italia di proteggere i propri pozzi petroliferi, ai quali noi attingiamo per la nostra bolletta energetica nazionale.

Il fotovoltaico in Italia: non solo il Sud

In Italia il fotovoltaico è particolarmente utilizzato nelle regioni con la miglior percentuale di irraggiamento solare: la Puglia, la Sicilia, la Sardegna, la Calabria, il Trentino Alto-Adige, la Lombardia (in montagna) e la Valle d’Aosta. In generale tutto il territorio nazionale si presta all’installazione del fotovoltaico in casa e si stima che vi siano circa 700.000 impianti residenziali con oltre 4 milioni di cittadini coinvolti nella fruizione dell’energia solare.

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