Passaporto: che cos’è e come si ottiene

Il passaporto è un permesso rilasciato dall’autorità per poter circolare e, insieme, documento di identità delle persone che ne fruiscono. Il documento ha origine da un principio di limitazione della libertà personale, posto a difesa del pericolo della emigrazione, mediante la quale gli antichi sovrani potevano essere privati dei migliori uomini d’armi: da qui la necessità di un permesso speciale per uscire dalle frontiere.

Il passaporto nella storia

Attraverso i tempi le forme del passaporto variarono continuamente, ma, in sostanza, il documento conservò le sue essenziali caratteristiche e prima di tutte quella di essere sempre rilasciato nel nome del capo dello stato, anche se, nelle epoche più recenti, si riferì specialmente non alla circolazione interna bensì all’uscita dal proprio stato, tanto che oggi ci si riferisce soltanto al passaporto per l’estero. Il rilascio del passaporto costituisce oggi un diritto per tutti i cittadini e la legge determina solo i casi in cui un tale diritto può venire negato.

A tale proposito la legge 21 novembre 1967 n. 1185, contenente norme sui passaporti, ha stabilito che ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della repubblica, valendosi di passaporto o di documento equipollente. Il passaporto è valido per tutti i paesi i cui governi sono riconosciuti dal governo italiano, e a domanda dell’interessato può essere teso valido anche per i paesi i cui governi non sono riconosciuti. Non porgono ottenere il passaporto:

  1. coloro che, essendo sottoposti alla patria potestà o alla potestà tutoria, siano privi dell’assenso della persona che la esercita;
  2. i genitori che, avendo prole minore, non ottengono l’autorizzazione del giudice tutelare (l’autorizzazione non è necessaria quando il richiedente abbia l’assenso dell’altro genitore legittimo);
  3. coloro contro i quali esiste mandato od ordine di cattura o di arresto (salvo il nulla osta dell’autorità giudiziaria competente);
  4. coloro che debbano espiare una pena restrittiva della libertà personale o soddisfare una multa o ammenda;
  5. coloro che siano sottoposti a una misura di sicurezza detentiva;
  6. coloro che, trovandosi in Italia, siano obbligati al servizio militare di leva, salvo l’assenso al rilascio del passaporto da parte delle autorità competenti.

Il passaporto è rilasciato, rinnovato, ritirato o restituito dal ministro per gli Affari Esteri e per sua delega:

  • in Italia: dai questori e, in casi eccezionali, dagli ispettori di frontiera per gli Italiani all’estero;
  • all’estero: dai rappresentanti diplomatici e consolari.

Le domande relative ai passaporti vengono presentate:

  1. in Italia: nel luogo dove il richiedente ha residenza, domicilio o dimora, alla questura o all’ufficio locale di pubblica sicurezza, ovvero in mancanza di questi al comando locale dei carabinieri o al comune;
  2. all’estero: alle rappresentanze diplomatiche e consolari. Il passaporto è consegnato al richiedente tramite l’ufficio cui la domanda è stata presentata o anche direttamente dall’ufficio competente per il rilascio.

Passaporto smarrito: cosa fare?

Chi smarrisce il passaporto deve farne circostanziata denuncia all’autorità competente ed ha diritto ad ottenere un duplicato. Secondo le norme della legge 1967 n. 1185, i passaporti possono essere ordinari, speciali, diplomatici o di servizio. I passaporti ordinari sono individuali e possono ottenerli i cittadini che hanno compiuto il decimo anno d’età, salvo le cause ostative contemplate dalla legge. In essi vengono indicati: nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza del titolare; inoltre sono descritte le caratteristiche somatiche del titolare accanto alla fotografia firmata e autenticata. I passaporti ordinari sono validi per 5 anni, tranne per chi non ha ancora soddisfatto gli obblighi di leva per cui la validità del passaporto non può superare la durata di 1 anno. Possono essere rinnovati per un periodo non superiore a quello massimo previsto dalla legge e in tutti i casi decorsi 10 anni dalla data del rilascio i passaporti non sono più rinnovabili. Per il rilascio o il rinnovo del passaporto ordinario in Italia o all’estero una quota per anno oltre al rimborso del costo del libretto.

Sono previsti dei passaporti gratuiti per gli emigranti, per gli Italiani all’estero che rientrano per servizio militare, per i missionari e per gli indigenti. I passaporti speciali sono collettivi e possono essere rilasciati a gruppi da 5 a 50 persone per motivi culturali, religiosi, sportivi, turistici o altri previsti da accordi internazionali. Tale passaporto non è rinnovabile, è valido per il solo viaggio all’estero cui il documento si riferisce, ed è di durata non superiore a 4 mesi. In esso devono essere indicati i nominativi dei componenti il gruppo e possono essere iscritti anche i minori con l’autorizzazione prevista dalla legge. Non possono essere iscritti coloro che ai sensi della legge non potrebbero ottenere il passaporto ordinario. Il gruppo deve avere un capo gruppo munito di passaporto ordinario. I passaporti diplomatici o di servizio sono quelli rilasciati dal ministro per gli Affari Esteri per i propri funzionari all’estero.

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