Le tasse per le imprese in Svizzera e in Italia
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Le tasse per le imprese in Svizzera e in Italia

Quando si pensa a un paese efficiente, la Svizzera è uno degli stati che vengono in mente in modo naturale. Dopotutto l’efficienza e la precisione degli svizzeri sono quasi leggendarie. Chi può valutare meglio le differenze tra Svizzera e Italia sono comunque quelle popolazioni frontaliere che possono mettere a confronto la quotidianità in ambito lavorativo e imprenditoriale. Quanto è più facile fare impresa in Svizzera? Alle aziende vicine nel territorio conviene trasferirsi in Svizzera? Che differenza c’è tra pagare le tasse in Svizzera e pagarle in Italia?

Secondo la Banca Mondiale tra Svizzera e Italia ci sono venti posizioni di differenza per valutare la facilità di investire, per un’impresa straniera. In Italia, si sa, respingiamo gli investitoti stranieri con leggi farraginose, giustizia lenta e lunga, incertezze dei tempi di esecuzione dei lavori e dei permessi amministrativi, fisco elevato, corruzione locale endemica. Secondo un dato aggiornato sono quasi 65.000 i frontalieri italiani che ogni giorno si spostano per lavoro in Svizzera. Più di 100.000 i lavoratori complessivi che per un motivo o per l’altro interagiscono direttamente con la Confederazione.

Secondo un’inchiesta della Confartigianato Imprese Varese, c’è una differenza enorme negli stipendi. Chi lavora nel campo della ristorazione, un settore che in Italia conosce sfruttamento, turni massacranti e stipendi bassi, in Svizzera può guadagnare da 3500 a 3700 franchi. Ovviamente in questi casi – per chi vive nella zona di frontiera è una situazione ottimale. Ma a livello di impresa? Sicuramente chi ha intenzione di trasferire la propria società in Svizzera deve sapere quanto si paga sui ricavi, magari affidandosi a una società di consulenza fiscale internazionale.

In Svizzera per le tasse sull’impresa si va da un’aliquota al 15% a una al 25%, mentre per le persone si sale al 20%. Le aziende pagano l’imposta sugli utili cantonale compresa tra 5,9 e 16%. C’è poi un’imposta federale da pagare sugli utili pari all’8,5% e infine un’altra tassa locale: un’addizionale cantonale che, a seconda del cantone, può arrivare a un massimo dello 0,3%. In totale appunto, al massimo, si può arrivare al 25%.

E in Italia? Quante tasse paga un’impresa?

Le società di capitali pagano l’aliquota IRES pari oggi al 24%, scesa dal dal 27,5% durante il governo Renzi. Questa norma interessa le società per azioni, le sapa, le società a responsabilità limitata, le cooperative, le società assicurative, gli enti non commerciali e le società europee. Si tratta di 1,2 milioni di soggetti giuridici. Poi c’è il vasto fenomeno delle piccole imprese, che sono la spina dorsale dell’imprenditorialità italiana. Gli imprenditori individuali pagano aliquote IRPEF che vanno dal 23 al 43%. Tuttavia il carico fiscale complessivo, secondo il rapporto della Banca Mondiale arriva al 48& dei prodotti commerciali, comunque in calo rispetto al 2015 (tasse abbassate dai governi di centrosinistra). L’Italia è ancora sopra la media europea. Germania, Belgio, Francia e Svezia pagano anche più di noi, nel complesso. A pagare meno sono Regno Unito, Spagna, Olanda, Polonia, Portogallo. La tassazione più bassa in Europa, tra le nazioni di una certa importanza, è la Svizzera. Nel resto del mondo: si pagano tasse alte in Sud America, particolarmente in Argentina dove le imprese pagano più tasse di quanto guadagnino. Male anche Brasile e Colombia, due economie trainanti. Si paga poco in Canada, meno che in Italia negli Stati Uniti e in Giappone. La Russia è comparabile a noi, mentre sono più alte le tasse in Cina.

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