Le previsioni meteo sono davvero attendibili?

Oggi i proverbi sul meteo possono essere confermati dalla scienza. Un caso è quello sulle piogge estive, destinate a durare poco. Le conoscenze scientifiche e le tecnologie di enti di ricerca come il Centro nazionale di meteorologia e climatologia dell’Aeronautica militare italiana dimostrano che c’è qualcosa di vero: il maltempo estivo è infatti raramente causato da ampie zone di bassa pressione, che producono invece piogge prolungate. Piuttosto, le piogge agostane nascono dal rapido passaggio di masse d’aria fredda o da fenomeni di riscaldamento locale. In parte è anche confermato “cielo a pecorelle, acqua a catinelle”: se con questo termine intendiamo i cieli, nuvole alte e sottili, è effettivamente verificato che un cielo che ne è pieno preannuncia acquazzoni. Più complicato invece dimostrare “rosso di sera, bel tempo si spera”: questo colore può essere dovuto a pulviscolo atmosferico, che segnala assenza di precipitazioni e di venti, ma può anche dipendere dall’aria umida dovuta a piogge recenti.

Dove si fanno le previsioni meteo

Ancora più difficile è prevedere il tempo sul lungo termine. Oggi sappiamo che il massimo possibile è individuare trend climatici per la stagione successiva. Non si tratta mai di previsioni precise, nonostante i sistemi accurati di cui disponiamo che ci permettono di anticipare con buona approssimazione l’evoluzione del cielo, l’andamento delle precipitazioni e l’innalzarsi del termometro. Il luogo dove queste previsioni vengo-no elaborate per tutta Italia è proprio la sede del Centro di meteorologia e climatologia dell’Aeronautica militare a Pratica di Mare, in provincia di Roma. Qui le previsioni sono elaborate da un team che arriva a contare 800 specialisti tra fisici, matematici e informatici, i quali osservano i fenomeni 24 ore su 24 basandosi su una rete di circa 170 stazioni di rilevamento sparse in tutto il territorio nazionale. È. proprio in queste stazioni che, ogni ora, vengono registrati i parametri atmosferici: pressione, umidità, temperatura, piovosità, irraggiamento solare, presenza di vento. Ma non bastano le rilevazioni a terra: due volte nel corso delle 24 ore, da decine di basi di lancio vengono inviati in atmosfera palloni sonda riempiti di elio, che registrano, tra-mite sensori, numerosi altri valori per poi reinviarli a terra. E poi ci sono i Meteosat, satelliti che dallo spazio inviano a intervalli regolari immagini della Terra e che ci danno un’idea quasi in tempo reale di posizione e andamento delle perturbazioni. Tutte queste informazioni sono la fonte necessaria agli esperti del Centro per elaborare le previsioni sulla base di complessi modelli matematici. Il supercomputer impiegato dal Centro per questa operazione è una macchina costituita da più di mille moduli di calcolo che si suddividono il lavoro.

Giuste nell’85 per cento dei casi

Come viene spiegato sul sito dello stesso Servizio meteorologico dell’aeronautica, l’accuratezza è garantita da alcuni fattori: «Innanzitutto le sofisticate tecnologie e poi le specifiche metodologie di verifica delle previsioni attraverso confronti continui con ciò che realmente si è verificato». Confrontare le previsioni con le condizioni atmosferiche poi realmente verificatesi serve infatti ad affinare le successive previsioni. Eppure, nonostante i progressi, molti sono ancora scettici sull’efficacia della meteorologia. Esiste perfino un luogo comune secondo il quale le previsioni del tempo non sono affidabili. Un paio di anni fa proprio su questo tema i meteorologi Jason e Angela Fritz scrissero un articolo sul Washington Posi in cui cercarono di smentire il pregiudizio. Prima di tutto, spiegarono, non è vero che i meteorologi sbagliano le temperature: il livello di imprecisione per il giorno successivo è al massimo di più o meno 1 grado. Se ad esempio sono previsti zero gradi, la temperatura effettiva con grande probabilità non andrà oltre 1 grado e non scenderà sotto il -1. In Italia il successo delle previsioni dell’Aeronautica militare è alto: già nel 2012, ad esempio, il tasso di risultati “azzeccati” per quanto riguarda le precipitazioni (più complicate da monitorare rispetto alle temperature), previste nell’arco di 24 ore, è stato intorno all’85 per cento. In altre parole, ci possiamo fidare quando il meteo ci garantisce che domani potremo lasciare a casa l’ombrello.

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