Le auto del futuro

Le auto del futuro

La BMW M4: quando il GPS orienta la macchina

Oggi possiamo farci un’idea se una cosa è moderna o no se ha una sua app. La M4 ne ha due. Tra l’una e l’altra possiamo accedere ai nostri social network e post-cast e vedere dove abbiamo parcheggiato la macchina (anche se speriamo di non avere bisogno spesso di questa funzione). La cosa più utile che sanno fare è analizzare i dati dai sensori del motore della nostra automobile per dirci come stiamo guidando e che cosa fare di preciso per cominciare a risparmiare sulla benzina. Seguendo le istruzioni dell’app, abbiamo guadagnato più di due chilometri al litro. L’uso del computer di bordo dell’automobile è completamente intuitivo. Passa istantaneamente da un menù all’altro, con tutte le opzioni poste attorno a un unico quadrante e il navigatore satellitare GPS resta sempre aperto sulla parte destra dello schermo. L’attesa per far trovare a Google Maps il pub più vicino al nostro itinerario è praticamente inesistente. c’è anche un browser incorporato, meno efficiente, ma comunque utile se bisogna cercare qualcosa. Una volta impostata la destinazione, le istruzioni appaiono anche sul parabrezza grazie a un Heads-Up Display insieme a una barra che si riempie via via che ci avviciniamo alla prossima svolta. In questo modo, non dobbiamo quasi mai distogliere lo sguardo dalla strada. Mentre guidiamo, le telecamere sono attive anche per cercare il più vicino segnale stradale e proiettare sull’HUD il limite di velocità in zona accanto alla nostra velocità attuale. Queste telecamere collaborano anche con i sensori radar sul muso e sul retro della M4 per aiutarci a parcheggiare. Evidenziano gli ostacoli via via che ci avviciniamo, facendoli passare da verdi a rossi. La proposta della BMW non sarà rivoluzionaria come quella della Mercedes, ma realizza in modo eccelso tutto quello che offre.

L’Audi A8: quando l’auto somiglia a uno yacht

L’Audi A8 è elegante e discreta. All’interno l’ergonomia di ogni pulsante, leva e interruttore è stata curata con attenzione. Per esempio, dato che la leva del cambio è piatta come la monoleva di una varca, è proprio il posto su cui viene spontaneo mettere la mano, e quindi l’Audi ha disposto i comandi più usati a un dito di distanza da lì. Lo stesso spirito anima l’intuitivo sistema Audi Connect, che gestisce le impostazioni, il navigatore e il centro media dell’automobile. Per esempio, possiamo inserire indirizzi e CAP tracciandoli con un dito sullo schermo tattile centrale. E’ molto più rapido che usare la rotella centrale della vettura, e la traduzione dei nostri scarabocchi in lettere funziona bene. Una volta partiti, lo schermo mostra i numeri 1-6 per permetterci di scegliere rapidamente le nostre radio preferite. Le indicazioni del navigatore vengono proiettate sul parabrezza dallo HUD della vettura, insieme agli avvertimenti di sicurezza se ci avviciniamo troppo all’automobile che ci precede. E’ in arrivo anche un aggiornamento che ci dirà che velocità tenere per non doverci fermare al prossimo semaforo e poter così risparmiare carburante. Inoltre, la telecamera a 360 gradi che riprende immagini radar tutt’intorno e le riunisce in una veduta dall’alto, renderà molto più facile parcheggiare. A differenza delle altre auto, l’A8 è diesel, con un motore relativamente piccolo da tre litri. Chiaramente l’Audi ha messo a  buon frutto le lezioni apprese battendo le auto a benzina nelle corse di 24 ore. Sa essere frugale e tranquilla, e un attimo dopo verocemente veloce, mentre la guida integrale ci fa sentire sempre incollati al terreno dimenticando di trovarci in una vettura come uno yacht.

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