La rivoluzione della musica blues

Alla fine degli anni Sessanta, dopo quasi un secolo di vita, il blues conquista il mondo: la “musica del diavolo” esce dai confini degli Stati Uniti e da espressione della cultura popolare afroamericana si trasforma in un fenomeno globale. L’epoca d’oro del vinile e del blues ci regala una musica potente, graffiante, diretta, che pulsa al ritmo della rivoluzione che investe tutto il mondo di allora.

Il blues attraversa l’oceano e si diffonde sulle due sponde dell’Atlantico grazie al successo dei 33 giri. Che finalmente oggi ritornano, in edicola, identici agli originali…
Nato negli anni Sessanta, il blues-rock combina il gusto dell’improvvisazione e le famose dodici battute tipiche del blues nero con gli strumenti musicali e lo stile del rock. La nascita di questo genere ha come punto di partenza la diffusione della chitarra elettrica negli anni Sessanta. Il luogo di nascita sono l’Inghilterra e gli Stati Uniti, dove molte band come Yardbirds e Animals, contemporaneamente a quello che oltreoceano facevano la Butterfield Blues Band e altri gruppi simili, si ispiravano per le loro cavalcate rock ai grandi bluesmen americani come Albert King, Howlin Wolf, Robert Johnson, Muddy Waters e B.B. King. Dagli anni Settanta Un poi il blues-rock prende coraggio e si evolve in uno stile più duro e deciso, dando vita a quello che oggi tutti Chiamiamo rock. Insomma: se da una parte le radici sono restate fedeli al blues del Delta, molta parte del blues e dichi lo ha suonato dagli anni Sessanta in poi ha strizzato l’occhio al grande rock o addirittura all’hard rock. Il sound si è fatto di volta in volta maturo, adulto e decisamente rockettaro, pur senza perdere quello stile grezzo e crudo che è la matrice del blues originale. B.B. King, Muddy Waters, Janis Joplin, John Mayall, Peter Green e Gary Moore hanno scritto solo le prime e le più
sorprendenti pagine di questa nuova storia. E sono le pagine nere e lucide del vinile di questa collezione…

Add a Comment