Il sogno della vita eterna

Un film di recente uscita affronta un tema molto interessante: è possibile allungare l’esistenza umana?

L’immortalità. Da sempre gli uomini, in particolar modo i potenti, inseguono questo sogno. Chi non ha mai sentito parlare della fonte dell’eterna giovinezza, un mito rincorso .in passato ma anche ai nostri giorni? Un desiderio tanto sentito da scatenare la fantasia degli sceneggiatori di un film recentemente uscito in Italia: si tratta di Self/ Less, thriller con Ben Kingsley e Ryan Reynolds.

Va detto che in questa pellicola il tema dell’immortalità viene affrontato in un modo completamente nuovo. Una tecnica che solo la fantascienza ci può proporre. Non è nostro costume commentare dei film, ma mai come in questo caso un lungometraggio ci può far intuire come alcuni scenari potrebbero evolversi in un non lontano futuro.

La speranza dell’ibernazione

Fino a oggi la longevità è stata affidata allo stile di vita e alla medicina. La chimica e una migliore conoscenza delle esigenze del nostro corpo ci hanno permesso di allungare, e di molto, l’età media. Ma non solo: ci hanno aiutato a migliorare la qualità della vita, oltre che la durata. Quali potrebbero essere i prossimi passi per prolungare la vita media dell’uomo sulla Terra? Due sono gli elementi che possiamo accennare. Il primo deriva da un’esperienza personale: ricordo ancora quando in Russia, a pochi chilometri da Mosca, sono arrivato in un luogo oscuro e spettrale, nel quale alcuni uomini avevano disposto per il loro corpo, dopo la morte, la volontà di farsi ibernare con la speranza, un domani, di tornare in vita, curando con nuove tecniche, ancora non scoperte, la causa della malattia che li aveva condotti al decesso.

C’è chi, addirittura, per motivi economici, non ha ibernato l’intero corpo ma solo la testa. Del resto, speranza per speranza, perché non credere che, oltre a far tornare in vita un corpo, non si possa in un futuro anche riattaccare una testa? Devo dire che oltre al penetrante odore di morte che si respirava in quel luogo, ho portato con me un profondo stato di malessere, forse causato dal fatto che mi trovavo in un sito all’apparenza abbandonato, in un vecchio hangar arrugginito dove i corpi erano custoditi in un contenitore di vetroresina alto circa quattro metri, riempito di azoto liquido la cui pressione era costantemente sotto controllo grazie a un piccolo e rumoroso compressore. Teli di plastica neri nascondevano rottami e scarti ferrosi. Tutto rendeva…questo luogo spettrale.

Copia e incolla

Il secondo elemento riguarda, invece, sorprendenti ricerche che stanno cercando di “copiare” la memoria di un cervello umano e di “incollarla” in un computer, con la speranza che, un domani, questi dati possano essere di nuovo copiati e incollati, questa volta in un’altra mente e, quindi, in un altro corpo. Il film Self/Less ci ripropone proprio una situazione di questo tipo. A essa si somma un altro quesito: il corpo nel quale inserire i dati della mente del “donatore” di chi potrà essere? Di una persona che ha perduto le proprie facoltà mentali a causa di un incidente o di una malattia?

Oppure la malavita si potrà impossessare di queste tecnologie e creare scambi del genere, utilizzando corpi, e quindi persone, non consenzienti e, speriamo mai, ancora vive e vegete? E le persone che per prime potranno trasferire i propri ricordi direttamente in un altro corpo chi saranno? Miliardari visionario malviventi senza scrupoli? Un panorama sicuramente inquietante ma tanto intrigante da avere affascinato gli sceneggiatori di un thriller incalzante

Immaginazione, ma non solo…

Quante volte la fantascienza ha anticipato scoperte che sono entrate a pieno titolo nella realtà della nostra vita? Succederà anche in questo caso? Naturalmente non possiamo saperlo. La ricerca va avanti per migliorare la qualità della vita ma chissà se in qualche segreto laboratorio qualcuno non stia, invece, perseguendo finalità molto meno nobili. Del resto talvolta scoperte scientifiche studiate a fin di bene sono state purtroppo utilizzate per fare del male. Talvolta l’uomo, oltre che in grado di scoprire, dovrebbe coltivare la propria sapienza per utilizzare coerentemente quanto scoperto.

A oggi, comunque, dobbiamo prendere atto che ancora nessuno – mettendo insieme sangue, ossa e muscoli – ha dato la vita a un corpo. Sì è vero, la vita è stata replicata in laboratorio ma ancora mai creata. Insomma, c’è qualcuno che, chissà oltre quale cielo o universo, è ancora l’unico depositarlo del segreto. Il film ci propone una tecnologia evoluta in grado di stupirci inseguendo l’immortalità. Come ci ha stupito il finale, emozionante, che con un colpo di scena… No, non possiamo rovinarvi la sorpresa…

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