I segnali ferroviari delle antiche locomotive

i segnali delle antiche locomotiveLe tecnologie del passato, come è facile immaginare, erano molto più artigianali e per così dire rudimentali rispetto ad oggi. Le locomotive, infatti, si muovevano attraverso una serie di segnali oggi quasi completamente in disuso. I segnali avevano significati prestabiliti e destinati a stabilire il collegamento reciproco tra gli agenti della linea o delle stazioni ed il personale dei treni, allo scopo di garantire la regolarità e sicurezza dell’esercizio. Scopriamo quali sono

I segnali acustici comprendono:

  • il fischio del treno, che serve al macchinista per comunicare con gli agenti della linea oppure con il personale del treno; può essere piú o meno prolungato e ripetuto;
  • i risuonatori, chiamati anche avvisatori acustici, azionati dalle ruote dei veicoli e destinati ad avvertire il macchinista dell’avvicinarsi del segnale ottico;
  • i petardi, costituiti da cariche esplosive posate a mano o meccanicamente sul binario, azionati direttamente od indirettamente dalla prima ruota del treno, usati come segnali sussidiari a quelli ottici in caso di nebbia fitta od altra causa che riduca o impedisca la visibilità dei segnali ottici. I petardi vengono posati a monte del segnale di via impedita ed il loro scoppio ha significato imperativo, ossia il macchinista deve manovrare per l’arresto immediato.

segnali ottici si basano sul colore vario di luci oppure sulla posizione di speciali elementi. Si dividono in:

  • segnali a mano, usati principalmente per la protezione di punti pericolosi temporanei e comprendenti le bandiere, le lanterne, le vele (tavole a forma di rombo montate su un sostegno e messe lungo la linea per indicare rallentamenti o velocità massime permesse) e le palette per il segnale di partenza formate da un dischetto del diametro di 25 cm. fissato all’estremità di un manico ed avente una faccia verde con disco centrale bianco e per la notte una lampadina elettrica a luce verde;
  • segnali fissi, comprendenti i dischi, i segnali permanentemente luminosi, i semafori ed i segnali bassi, destinati alla protezione di punti pericolosi permanenti (punti di deviazione, passaggi a livello, ecc.) sistemati lungo la linea ferroviaria o nelle stazioni. I dischi, di uso limitato a linee di secondaria importanza ed aboliti in Italia, sono costituiti da una colonna provvista di un disco girevole con lampada; il disco si pone in posizione parallela al binario (o con luce bianca di notte), per indicare via libera, ed in posizione perpendicolare al binario (o con luce rossa di notte), per indicare via impedita.
  • I segnali permanentemente luminosi, con luci a colore unico ed isolato, rosso, giallo o verde, oppure abbinato, giallo e verde, vengono impiegati sia di giorno sia di notte. Sono costituiti da speciali fanali fissati su uno schermo a fondo nero montato su un supporto e possono essere: semplici di prima categoria, con luce verde o rossa per indicare via libera o via impedita; semplici di avviso, con asta di supporto dipinta a strisce bianche e nere trasversali alternate e con luce gialla, per indicare che il successivo segnale di prima categoria è a via impedita, con due luci fisse sovrapposte, di cui una gialla superiore ed una verde inferiore per indicare via libera a velocità massima di 30 km. orari oppure con le due luci gialla e verde lampeggianti per indicare via libera a 60 km. orari, e con luce verde inferiore per indicare via libera senza limiti di velocità; multipli, applicati su supporti a candeliere oppure su supporti aerei, che costituiscono segnali di prima categoria e quindi con luci verdi e rosse; accoppiati, ossia con segnali di prima categoria e di avviso.

I semafori sono costituiti da un albero verticale (piantana), dotato di elemento mobile trasversale (ala), alla sommità, e di fanale. Sono sistemati alla sinistra del treno cui è diretta la segnalazione e possono essere:

  • semplici con ala di Vima categoria di forma rettangolare, con superficie rivolta al treno, di colore rosso e riga verticale bianca, e con fanale rosso (con ala orizzontale per indicare via impedita e fanale a luce verde con ala inclinata per indicare via libera), con ala di seconda categoria, uguale a quella di prima categoria con in piú il numero due sulla riga verticale bianca, usata sulle linee secondarie; con ala di avviso avente l’estremità a due punte, di colore giallo con riga verticale bianca, e con fanale a luce gialla (con ala orizzontale per indicare che il successivo segnale di prima categoria è a via impedita, ed a luce verde con ala inclinata per indicare via libera);
  • ad ali accoppiate, ossia costituiti da una ala di prima categoria anteriore e da una ala di avviso posteriore, ruotanti sullo stesso perno, e con fanale a luce rossa, verde o gialla per indicare via impedita, via libera, o via libera condizionata;
  • multipli, costituiti da piú ali montate su supporto a candeliere, sempre di prima categoria e preceduti da un solo segnale di avviso. I segnali bassi vengono impiegati per manovre e comprendono: le cosiddette marmotte, costituite da un fanale girevole con due superfici rettangolari tra loro perpendicolari e l’una dipinta a righe diagonali bianche e nere e l’altra in bianco con filettatura nera per segnalazioni diurne mentre per la notte le due facce sono rispettivamente illuminate da luce violetta o da luce bianca lattea;
  • i segnali permanentemente luminosi, con luce violetta per indicare fermata e luce bianca lattea per indicare via libera. I segnali per scambi sono costituiti da dischetti collegati alla leva di comando, disposti parallelamente al binario per indicare che lo scambio è in posizione di linea normale e disposti normalmente al binario quando lo scambio è in posizione di linea deviata.

Altri segnali sono usati per determinate indicazioni, quali i fanali normali di coda e di testa, portati dai treni, le bandiere, i fischietti, ed i segnali in cabina, ossia segnali sussidiari usati nelle regioni nelle quali la visibilità è scarsa e che provvedono a ripetere nella cabina di guida il segnale fisso di linea, agendo anche talvolta automaticamente per il disinserimento dei motori di trazione e per la frenatura del treno. La manovra dei segnali viene eseguita mediante leve raggruppate in cabina, insieme alle leve che comandano gli scambi, e che agiscono sui S. attraverso trasmissioni meccaniche, idrodinamiche, elettropneumatiche od elettriche.

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