Hard skill e soft skill: la nuova frotiera delle competenze

E’ ormai chiaro per tutti che per monetizzare un progetto tecnologico non bastano ingegneri, matematici, informatici e pogrammatori. Imprenditori e Project Manager hanno ormai capito che serve integrare nel team risorse dotate di hard e soft skill, in modo da beneficiare di un mix fra le conoscenze tecnico-metodologiche, che rientrano nella dicitura di hard skill e comportamentali e manageriali, che rientrano invece nella categoria soft. Che si tratti di un dispositivo, un software, una piattaforma di e-commerce o un’app, infatti, bisogna che si vadaa oltre le competenze che derivano da un formazione STEM, che riguardi quindi Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica, inserendo nel team di lavoro marketers, sociologi, comunicatori e così via. Cioè, lavoratori Hard skillcon formazione umanistica o delle scienze sociali, che in azienda si occupano di Comunicazione e Marketing, lavorando accanto a coloro che vengono definiti tecnici.

I requisiti del futuro

Le aziende che operano sul Web, per esempio, cercano sempre esperti di comunicazione da inserire come account e business developer, per monetizzare con la pubblicità il lavoro svolto dalle risorse tecniche. Ce lo spiega in breve Bess Yount, dipendente Facebook: “ho studiato a Stanford, ho una laurea in comunicazione e master in sociologia. Ora -continua- sono un marketing manager di Facebook che batte al tappeto le PMI spiegando le opportunità offerte dalla nuova era della pubblicità veicolata dalle reti sociali”. Quindi chi ha una laurea umanistica o in scienze sociali e si è specializzato in comunicazione digitale, imparando a utilizzare strumenti tecnologici, rappreseta nella nuova realtà una grande risorsa umana a valore aggiunto per le aziende di qualunque dimensione. Cos’è che lo rende diverso e quali attitudini vanta? Cosa lo rende prezioso per i team di progetto? La creatività, l’empatia.

Altro punto su cui fare leva per adattarsi a un processo socio-economico che fa riferimento, finalmente, ad una certa empatia, è la crescente automazione in atto nei processi che caratterizzano il mondo del lavoro. Nei prossimi anni anche le professioni che richiedono un alto grado di capitale intellettuale corrono il rischio di essere influenzate da questo trend, dinamica già integrate nel lavoro di commercialisti, avvocati e consulenti finanziari, grazie ad algoritmi che offrono risposte efficaci e pertinenti. In fondo crediamo che sia giusto così. Esistono però caratteristiche proprie dei lavoratori, della conoscenza che difficilmente saranno automatizzabili; parliamo di competenze e capacità individuali, necessarie per gestire progetti tecnologici complessi. A queste risorse devono corrispondere adeguate tutele visto il valore che assumono nei progetti innovativi.

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