Cos’è il gres porcellanato
839
post-template-default,single,single-post,postid-839,single-format-standard,cookies-not-set,qode-social-login-1.0,qode-restaurant-1.0,woocommerce-no-js,ajax_fade,page_not_loaded,,select-theme-ver-4.2,wpb-js-composer js-comp-ver-5.4.4,vc_responsive
Che cos'è il gres porcellanato effetto legno

Cos’è il gres porcellanato

Tra le soluzioni impiegate per rivestire il pavimento di casa, il gres porcellanato è sicuramente una tra le più gettonate. Del resto, la scelta non è nemmeno così ampia: tra ceramica, legno, pietra, resina e gres, è proprio quest’ultimo ad offrire il miglior rapporto qualità-prezzo. Ma forse non tutti conoscono bene tutte le caratteristiche di ciò che potenzialmente potrebbero calpestare per diversi anni: ecco quindi una piccola guida con tutte le peculiarità del gres. 

L’ultimo arrivato

Il gres porcellanato – differente dal gres “originario”, di cui si parlerà – è l’ultimo arrivato nella lista di rivestimenti in pavimento. Il gres è una ceramica, quindi di fatto una sorta di “argilla cotta” nata per mano umana come tentativo di imitare le caratteristiche della pietra: nel tempo naturalmente la ceramica si è evoluta, al punto che oggi non comprende più solo l’argilla ma anche altri minerali che ne hanno migliorato le caratteristiche, tra cui sabbia, Quarzo e feldspati.

Come detto, il gres porcellanato è solo l’ultima novità da parte dei maggiori produttori del settore – alcuni anche recenti, e che si sono specializzati in questo materiale. Oggi il mercato comprende: bicotture, monocotture e gres porcellanato. Si potrebbe aggiungere anche il cotto rustico, ma rappresenta di fatto una soluzione molto di nicchia.

Eppure, in poco tempo, il gres porcellanato è riuscito a imporsi e a diventare il materiale di rivestimento dei pavimenti più gettonato.

Struttura di una piastrella in gres

Una piastrella in ceramica è composta di due strati:

  • Il supporto, fatto dei materiali compositivi del gres visti sopra, che costituisce la vera base della piastrella, che ne condiziona dimensione, spessore eccetera.
  • La smaltatura superficiale, spessa meno di un millimetro che comprende gli stessi materiali del supporto uniti a ossidi coloranti stesi su una base in vetro.

Come si può notare, è una struttura piuttosto semplice che poi è stata sfruttata in maniera diversa a seconda che il gres sia una monocottura, una bicottura o un porcellanato.

Piastrelle in bicottura

Questo tipo di piastrelle sono le prime ad essere state prodotte, presenti praticamente in tutte le case costruite tra il 1944 e il 1960 che non sono state ristrutturate. Il nome indica che queste piastrelle vengono cotte due volte: la prima è una cottura parziale del supporto, e la seconda è la definitiva e comprende anche la smaltatura.

Le piastrelle in bicottura – il cui supporto per questa caratteristica viene chiamato anche biscotto – permettono di avere colori vivaci e durevoli nel tempo, ma sono anche estremamente fragili. La smaltatura, se urtata, si rovina molto facilmente e in generale la piastrella si spezza. Ecco perché, di solito, sono usate per i rivestimenti delle pareti e mai per il pavimento, visto anche il costo non certamente basso.

Piastrelle in monocottura

Prima dell’arrivo del gres porcellanato, erano loro a dominare il mercato sin dalla loro introduzione negli anni Sessanta. Anche in questo caso, il nome suggerisce il processo di produzione: supporto e smalto, in questo caso, sono cotti una sola volta, insieme. Un procedimento, questo, che va a migliorare il difetto delle piastrelle in bicottura, perché infatti queste sono più resistenti sia nello smalto che nel supporto. Di contro,  potrebbero perdere brillantezza dei colori degli smalti.

Il gres porcellanato

Ed eccoci al protagonista di questa guida, ad oggi il protagonista e “boss” assoluto del settore dei rivestimenti ceramici. Questo è stato possibile perché il gres porcellanato è molto duro, di fatto indistruttibile e al contempo permette di avere delle finiture molto belle che imitano benissimo altri materiali, al punto che alcuni marmisti a fatica distinguono un gres porcellanato dalla pietra naturale.

Questa grande resistenza si deve alla bassa porosità rispetto alle altre piastrelle, che viene garantita grazie ad un impasto ottimizzato rispetto alle altre piastrelle (qui si aggiunge il caolino) e un processo produttivo molto più curato, con forni a nastro e presse più pesanti.

No Comments

Post a Comment