Conoscere gli uccelli

La natura socievole e vivace, il facile senso di adattamento, il continuo, allegro cinguettio rendono gli uccellini buoni compagni nell’ambito domestico, dove possono essere facilmente allevati con un minimo di cure, sempre che si abbia l’accortezza di tenerli in coppia, che, contrariamente, intristirebbero e potrebbero anche morire. Lo spettacolo di una coppia di uccellini (comuni nelle nostre case sono per lo piú i pappagallini ondulati ed i canarini) è quanto di piú grazioso e commovente si possa immaginare: è un susseguirsi di tenere effusioni, di scherzi e di giochi, accompagnati da acuti gorgheggi, da richiami e stridii che si ripetono per l’intera giornata.

Le malattie negli uccelli

Gli uccelli, come tutti gli esseri viventi, sono soggetti a varie malattie, piú o meno gravi, e l’amatore, che ogni giorno esamina i suoi piccoli ospiti, deve potere accorgersi che nella gabbia qualcosa non va, che qualcuno degli ospiti ha un atteggiamento anormale. In questo caso è necessario ritirare immediatamente il malato dalla gabbia abituale ed isolarlo in un’altra gabbia che dovrà essere situata in un angolo tranquillo della casa, al riparo dalle correnti.

Isolato, va tenuto sotto osservazione in modo che, studiati i sintomi, lo si possa curare adeguatamente. Tra le malattie degli uccelli, alle quali dedichiamo po-che righe perché non sono trasmissibili all’uomo, meritano particolare attenzione gli ascessi, che appaiono generalmente sul capo, la gotta, causata da eccessiva assimilazione di calorie e dalla costante umidità della gabbia (per cui è sempre raccomandabile disporre le vaschette dell’acqua all’esterno della gabbia), raffreddamenti, a volte anche gravi, dovuti ad improvvisi sbalzi di temperatura, infiammazioni intestinali, della lingua, dell’uropigio.

Da notare anche che la muta, fenomeno del tutto normale se l’animale vive in piena libertà, in cattività diventa assai critica e richiede particolari attenzioni per evitare che le nuove penne crescano disordinatamente o malformate. Sono infine da segnalare i parassiti esterni, causa della scabbia. La sola malattia trasmissibile all’uomo è la psittacosi, che provoca un’infezione di carattere tifoideo e una polmonite acuta ad esito spesso letale. Nel volatile, la malattia, causata da cattiva alimentazione e scarse cure igieniche, si manifesta con i sintomi di una enterite acuta. I soggetti colpiti se ne stanno in uno stato di continua sonnolenza, soffrono di diarrea, deperiscono rapidamente ed in breve tempo muoiono. Tramite dell’infezione sono le feci che l’uomo può toccare pulendo la gabbia.

L’igiene

Trascurati, gli uccellini in gabbia perdono la loro naturale vivacità, non cantano e possono andare incontro a malattie. Occorre una buona gabbia, fornita di tutti gli accessori, la cui scelta ed il cui acquisto non creano difficoltà data la grande varietà di buoni articoli, reperibili nei negozi specializzati. La gabbia va disinfettata prima di immettervi l’uccellino. È sconsigliabile una lunga esposizione ai raggi diretti del sole ed in estate è sicura norma di prudenza esporre al sole l’animale per non piú di un quarto d’ora al giorno.

Durante la buona stagione, l’uccellino trae giovamento nel soggiornare all’aperto, purchè in posizione ombreggiata ed al riparo dalle correnti d’aria. In appartamento, si tenga la gabbia in un locale non surriscaldato e non troppo esposto ai rumori ed alla polvere della strada. Se si abitua l’uccellino sin da piccolo a volare liberamente fuori della gabbia (con le finestre di casa chiuse), la pulizia della gabbia sarà piú agevole. L’uccellino gradirà, inoltre, questi minuti di libertà e si potrà conquistare la sua confidenza ed affettuosità dandogli qualche bocconcino prelibato. Per rimetterlo in gabbia occorre prenderlo delicatamente, senza spaventarlo con movimenti bruschi. Il pavimento della gabbia va cosparso di sabbia o di segatura o, meglio, va foderato con panno di lino a trama grossa, da rinnovarsi ogni giorno.

Il cibo

Per il pappagallino ondulato l’alimentazione non è molto complicata, essendo il cibo di base rappresentato da miglio cui si possono aggiungere altri semi e vegetali vari. I canarini vanno nutriti con miscele di granaglie reperibili in commercio, arricchendo la dieta con lattuga, cicoria, polpa di frutta, carote grattugiate, patate crude. Si possono somministrare anche biscotti comuni, oltre a quelli speciali per uccelli, pane secco bagnato e strizzato, tuorlo d’uovo bollito. Occorre fornire anche un po’ di sostanze minerali: polvere di carbone, sabbia di fiume, osso di seppia. Di quando in quando è bene dare qualche goccia di olio di fegato di merluzzo, vitamine, e sciogliere in acqua, che dovrà sempre essere fresca e pulita, qualche granello di solfato di sodio idrato (sale di Glauber), a proprietà purgative.

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