Con la Tonale Alfa Romeo punta al futuro senza scordare il passato
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Con la Tonale Alfa Romeo punta al futuro senza scordare il passato

Il brand milanese Alfa Romeo è sicuramente uno dei marchi dal passato più glorioso per la storia dell’automobilismo italiano e che, però, soprattutto dalla fine degli anni Novanta ha conosciuto una crisi che quasi ha portato al fallimento. Con il nuovo piano, però, il marchio sta ripartendo e la concept car Tonale esprime perfettamente il futuro di questo prezioso brand.

L’Italia conosce l’elettrico

Mancavano praticamente solo i marchi italiani nel mondo delle automobili elettriche (anche se in realtà c’era arrivata molto prima, con alcune concept car presentate in passato. Ma ne parleremo). In tal senso è Alfa Romeo a recuperare il gap con i concorrenti, e lo fa al Salone Internazionale dell’auto di Ginevra del 2019, con una concept car molto interessante.

Si chiama Alfa Romeo Tonale ed è un SUV compatto (praticamente definitivo, in realtà), il primo del brand ad avere una motorizzazione ibrida plug-in nella storia. Un modello con cui Alfa Romeo, con il suo tipico linguaggio, intende stravolgere le linee di questo fiorente segmento, unendo lo stile italiano unico al mondo al piacere di guida tornato alla ribalta con i modelli Giulia e Stelvio.

Un Design del futuro che si richiama al passato

Molto particolare è il design, che è chiaramente modernissimo. Il SUV è particolarmente compatto e comprende tutto lo stile italiano e tipico di Alfa Romeo, anticipando quelli che saranno i nuovi tratti stilistici del marchio nel breve periodo.

Tonale è un’auto che si rifà alle linee umane, e della luce con una linea molto pulita e minimal, senza però rinunciare ad auto-citazioni: infatti il disegno della concept car è un continuo richiamo più o meno velato di stilemi già usati in passato dalla casa milanese.

Un primo richiamo alla tradizione è il design dei cerchi, la ruota teledial da 21 pollici che si rifà al concetto di disco telefonico con una struttura decisamente non pesante, pulita e dal tema circolare. Uno stile adottato da Alfa Romeo sin dagli anni Sessanta, in particolare sulla 33 Stradale. Ma i richiami non finiscono qui.

Per esempio, sulla fiancata si uniscono volumi pieni, altri eleganti e dritti che sono un forte richiamo a modelli passati e ormai lontani (ma non nel ricordo) come la Duetto, la Disco Volante Spider o la famosissima Giulia GT – specie per quanto riguarda la Linea GT.

Il frontale richiama altri due modelli dal design iconico e ricordate soprattutto per i fari stretti e lunghi, tipicamente 3+3: l’Alfa SZ e la tanto bella quanto sfortunata Brera. Quest’ultima, tra l’altro, è “citata” anche nella forma del lunotto posteriore, avvolgente, e vagamente nei fari posteriori (anche se meno che in quelli anteriori).

A proposito delle luci posteriori, sembrano quasi dei graffiti, una firma luminosa quasi come fosse un tratto distintivo di chi ha creato questa raffinata opera d’arte automobilistica.

La sportività degli interni

Se le linee esterne richiamano comunque una certa eleganza e ricercatezza tipica del brand, gli interni sono chiaramente ispirati alla gloriosa tradizione racing del marchio milanese, celebrandone la passione con una guidabilità resa particolarmente vivace da un design dinamico e “potente”.

La plancia è orientata al guidatore, ma anche i passeggeri sono comodamente ospitati all’interno del piccolo SUV italiano (ricordiamo che sarà progettato e prodotto in stabilimenti italiani). Le emozioni sono poi ampliate dal contrasto dei materiali: l’alluminio, infatti, si unisce armonicamente alla pelle e all’Alcantara, in un gioco di lucido e opaco che non stanca mai e che è sempre un piacere per gli occhi (quando ben uniti, come in questo caso).

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