Come sono fatte le carte geografiche?

Le carte geografiche sono rappresentazioni su un piano, approssimate e ridotte, della superficie terrestre. Questa rappresentazione è eseguita con sistemi atti a trasformare la figura pressoché sferica del nostro pianeta in una o piú figure piane, sulle quali, con segni appropriati, sono riportati gli elementi necessari alla chiara lettura della carta geografica stessa. Il rapporto esistente fra le dimensioni reali del terreno e quelle della corrispondente rappresentazione cartografica prende il nome di scala. In genere le carte geografiche si distinguono in carte corografiche con scala variante fra 1:150.000 e 1:500.000-1:600.000; carte topografiche con scala da 1:20.000 a 1:150.000.

Si dicono piani, piante o mappe, le carte a scala inferiore a 1:20.000. Queste divisioni non hanno però un valore assoluto. Non potendosi rappresentare in una sola carta quanto si vorrebbe, si è ricorsi alla preparazione di carte speciali, ossia: carte politiche, fisiche, itinerarie, catastali, geologiche, meteorologiche, demografiche, economiche, storiche, ecc. Per rappresentare i particolari di queste carte si ricorre all’uso di segni convenzionali (per quanto possibile imitativi), ma sempre molto esagerati rispetto alle misure reali. Dalla scelta appropriata di questi segni convenzionali dipende la maggiore o minore chiarezza delle carte.

Carte geografiche: tutte le coordinate

Per stabilire sulle carte in modo esatto la posizione di un punto si ricorre alle coordinate geografiche. Si è infatti immaginata la Terra come percorsa da cerchi verticali (meridiani) ed orizzontali (paralleli), tali da determinare un sistema di coordinate che dànno i valori della longitudine e della latitudine.

I cerchi paralleli sono complessivamente 180. Partendo dal valore zero, attribuito al parallelo che passa per l’equatore, si arriva al valore 900 ai poli, positivamente per l’emisfero boreale, negativamente per l’emisfero australe.

I cerchi meridiani sono pure 180, ma vengono divisi in semicerchi, e perciò si hanno complessivamente 360 semicerchi. Il valore zero è attribuito al meridiano fondamentale passante per l’osservatorio di Greenwich (Gran Bretagna). Progressivamente si arriva al valore di 1800 considerando i valori positivi, se si procede verso E del meridiano fondamentale, e negativi, se si procede verso W. Per le quote altimetriche si parte da un livello stabilito o piano di para-gone, costituito dalla superficie media del livello del mare.

Siccome è evidente che nel riportare in piano la superficie della Terra che è curva si commettono degli errori (che risultano minori scendendo a scala minore) è anche evidente che per ogni tipo di carta si scelga la proiezione che soggiace alla minore deformazione possibile. In una buona carta scolastica, per esempio, si ricorrerà ad un tipo di proiezione che conservi il piú possibile la reale forma del territorio e del continente rappresentato. Per la rap-presentazione orografica, oltre a rappresentare i valori relativi alle diverse altitudini, si ricorre ad una rappresentazione simbolica del terreno che può farsi a sfumo, a curve di livello (isoipse) o anche a diversi toni di colore (tinte ipsometriche). Diversi toni di celeste si usano anche per rappresentare le profondità marine unitamente a curve indicanti le pro-fondità stesse (curve batimetriche). Si è cercato e si cerca attualmente di mettere un certo ordine e stabilire internazionalmente una certa uniformità di simboli e di metodi di rappresentazione della Terra ed è tosi che si è venuti da parte dei diversi stati aderenti alla convenzione, alla preparazione di una carta internazionale al milionesimo stabilendo di comune accordo il sistema di proiezione, il sistema di rappresentazione orografica, i segni ed i colori convenzionali, la quadrettatura, ecc. Malgrado quanto sia stato fatto da tutti gli stati che possiedono istituti cartografici organizzati, un enorme lavoro resta ancora da compiere, e si stanno pertanto svol-gendo studi in campo internazionale, per vedere di colmare le lacune ancora esistenti.

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