Alfa d’attacco 4C

Le linee sensuali e il comportamento di questa supersportiva testimoniano come la Casa del Biscione sappia mixare emozioni forti e alta tecnologia.

C’è chi incrociandola per strada la omaggia di un lampeggio, chi si ferma sul marciapiede per ammirarla mentre passa, chi nel parcheggio le gira intorno mangiandosela con gli occhi.
L’alfa Romeo 4C fa davvero sognare tanta gente. E nei meno giovani risveglia la passione per il Biscione, di un marchio che vinceva titoli mondiali di F1 ed epiche 24 ore di Le Mans e produceva automobili davanti alle quali avrebbe detto di levarsi il cappello.

Ora i vertici della casa sperano che la 4C emozioni gli americani al punto da indurli a levarsi di tasca il portafogli per acquistare un’Alfa, quando il Biscione tornerà in forze oltre l’Atlantico.

Per adesso è andata avanti lei, la 4C, in vendita negli USA dopo la presentazione nel salone di New York nell’aprile 2014.

Alfa 4C: un cuore sportivo

La 4C è dunque il simbolo delle capacità tecnologiche e del DNA sportivo dell’Alfa e a queste missioni è fedele sotto ogni aspetto. Le forme sinuose della carrozzeria richiamano la 33 Stradale del 1967, che iniziò la stirpe di quel modello vincitore dei Mondiali Marche nel 1975 e Sport nel 77. Anche la lunghezza (3,99 metri) è praticamente identica, ma per fortuna l’altezza no perchè pur con il tetto a quota 1,18 metri non è agevolissimo calarsi nel sedile di guida anatomico con la seduta più in passo del longherone della scocca, fatta in fibra di carbonio e pesante appena 65 kg, su un totale a secco di 895 kg.

Per risparmiare peso l’abitacolo poi è così spoglio che in alcune zone si vede il telaio nudo. Fuori dal parabrezza si scorgono i due passaruota anteriori, dentro il rombo del motore si sente molto distintamente, entusiasmante nelle salite di regime, divertente nelle scale di marcia quando la manovra del cambio automatico è accompagnata dalla sgasatina della doppietta. Un’altra conferma della sportività della 4C arriva dall’assenza di qualsiasi tipo di servosterzo che rende il comando abbastanza duro nelle manovre di parcheggio. La spinta del motore 1,7 litri da 140 cv, in alluminio, è progressiva come in tutte le 6 marce. Il comportamento del 4 cilindri turbo a iniezione diretta è gestibile anche tramite il selettore DNA che in aggiunta alle consuete modalità All Weather, Normal e Dynamic prevede anche quella Race, ideale per l’uso in pista. Per partenze brucianti, poi, è presente il dispositivi launch control che interviene su cambio, controllo di trazione ed erogazione della potenza in modo da ottimizzare l’accellerazione.

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